Fine vita, la protesta arriva anche a Genova: raccolta firme in via XX Settembre contro la legge del Governo

Anche in Liguria parte la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni contro la proposta di legge sul fine vita sostenuta dal Governo. Banchetti e iniziative fino al 19 aprile, con un appuntamento già fissato nel cuore di Genova per raccogliere firme e informare i cittadini

La mobilitazione nazionale sul fine vita fa tappa anche in Liguria e porta a Genova e alla Spezia una serie di iniziative promosse dall’Associazione Luca Coscioni, che chiede il ritiro della proposta di legge del Governo e, allo stesso tempo, sollecita le Regioni ad approvare strumenti capaci di fissare tempi certi e procedure chiare per l’attuazione dei diritti già riconosciuti. Il cuore della contestazione sta proprio qui: secondo l’associazione, invece di rendere più semplice un percorso già definito da diverse pronunce della Corte costituzionale, il testo fermo in Senato finirebbe per restringere in modo pesante gli spazi oggi esistenti.

La campagna andrà avanti fino al 19 aprile con tavoli, presìdi e momenti pubblici in varie città italiane. A Genova l’appuntamento con il tavolo di raccolta firme è in via XX Settembre 210, davanti a Kasanova, sabato 11 e domenica 12 aprile dalle 15 alle 18. Per maggiori informazioni è indicato l’indirizzo cellulagenova@associazionelucacoscioni.it
L’associazione lega la protesta a un dato che considera decisivo: in Italia, dopo anni di attese e ricorsi, alcune persone hanno già ottenuto dal Servizio sanitario nazionale il via libera al suicidio assistito e in diversi casi hanno avuto accesso all’aiuto alla morte volontaria. Per la segretaria nazionale Filomena Gallo, questo dimostrerebbe che il diritto ha finalmente iniziato a trovare applicazione concreta e che proprio per questo la nuova proposta di legge rischierebbe di rappresentare un passo indietro. Secondo Filomena Gallo, se quel testo fosse già stato in vigore, molte delle persone che hanno ricevuto il via libera non lo avrebbero ottenuto.
Sulla stessa linea anche il tesoriere dell’associazione Marco Cappato, che legge l’iniziativa del Governo come un tentativo di fermare un diritto proprio nel momento in cui ha iniziato a produrre effetti reali. Nella visione di Marco Cappato, il punto politico sta nel lasciare il Parlamento libero di discutere senza una stretta preventiva che, di fatto, renderebbe quasi impraticabile il percorso oggi consentito dalle sentenze della Consulta.
Accanto alla richiesta di ritirare il testo governativo, la mobilitazione rilancia anche la proposta di legge “Liberi subito”, già portata in diverse assemblee regionali, con l’obiettivo di definire procedure certe e tempi rapidi. È su questo doppio binario, nazionale e locale, che l’Associazione Luca Coscioni prova ora a spingere il confronto, trasformando i banchetti e la raccolta firme in un passaggio politico preciso: impedire che il fine vita torni a essere un diritto solo teorico e non concretamente esercitabile.
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